Ristoratore, ristoratrice: anche tu hai una sera con la sala vuota?

I tuoi giorni morti hanno un nome.

Lo sai pure tu qual è. Quella sera che apri, accendi le luci, il personale è pronto… e la sala no.

E non ti costa zero. Paghi la stessa luce, gli stessi stipendi, la stessa cella frigo accesa del sabato.

Moltiplicala per tutte le settimane dell'anno: esce un numero che nessuno ti ha mai fatto vedere.

Calcola quanto ti costano, gratis parti da qui,
ci vuole un minuto

Poi ti faccio vedere come riempirla da solo, con il telefono che hai già in tasca. Senza agenzie, senza svendere il menu. Anche se non hai tempo e la tecnologia non è il tuo forte.

LunMarMerGioVenSabDom
Eccoli, i tuoi giorni morti.Ogni quadratino è un tavolo. Quale giorno è il tuo?

Ciao, qui Giuseppe che ti scrive.

Per tutti Peppe. E no, non sono uno chef.

Per vent'anni ho fatto un lavoro preciso: riempire una sala ricevimenti. Ero il primo che le famiglie incontravano. Le seguivo dalla telefonata al menu, dalla lista degli invitati fino al giorno della festa.

E sai qual è la differenza con il tuo locale? Una cena andata male, al ristorante, la dimentichi. Una comunione andata male no. Lì non potevo sbagliare. Né la festa, né il modo in cui le famiglie arrivavano da noi.

Ma aspetta… come diavolo siamo finiti a parlare di me? Parliamo di te.

Giuseppe Bombini, per tutti Peppe

Parliamo di te.

Il locale lo apri la mattina e lo chiudi a notte. Fai gli ordini, segui la cucina, stai in sala, rispondi al telefono. E quando finalmente ti siedi, qualcuno ti dice che devi pure fare i post.

Lo sai meglio di me: ci sono sere, come il sabato, che si riempiono da sole. Sono le altre che ti fanno male.

E qualcosa per riempirle l'hai già provato, vero?

Diciamoci la verità. L'agenzia, che ti ha fatto il pacchetto social e non ti ha mai chiesto quale sera volevi riempire. Il nipote bravo col telefono. Il post buttato lì la domenica sera, quando avevi cinque minuti. Lo sconto, che ha portato gente una volta e poi più.

Tutto utile, per carità. Ma ci vuole tempo per i post. Ci vogliono soldi per l'agenzia. Ci vuole pazienza per aspettare che qualcosa si muova. E intanto il martedì resta martedì.

"Aspetta, Giuseppe, quindi mi stai dicendo che non si risolve?"

Così com'è, no. Perché tutti partono dal post da fare. Nessuno parte dalla sera vuota.

Io parto da lì. Ed è quello che ti insegno a fare da solo.

Cambia il punto di partenza, cambia tutto.

Come fanno quasi tutti

Parti dal post da fare.

Pubblichi quando hai cinque minuti.

Paghi qualcuno che il tuo locale non l'ha mai visto.

Fai lo sconto e speri.

Conti i like.

Come ti insegno io

Parti dalla sera da riempire.

Sai già cosa scrivere e quando, per tutta la settimana.

Lo fai tu, in pochi minuti, con l'AI che ti dà una mano.

Dai alla gente un motivo per venire proprio quella sera.

Conti i coperti.

Cinque cose che la sala mi ha insegnato. E che valgono pari pari per il tuo locale.

Le ho imparate sul campo, con un media buyer, un videomaker e qualche collaboratore bravo. Alcune le ho pagate di tasca mia. Così tu non devi.

Si spinge sui giorni morti, non su quelli che girano già.

Una volta ho pagato sponsorizzate sulle comunioni, quando sapevo già che quelle date si sarebbero riempite da sole. Soldi buttati. Da allora la prima domanda è sempre: quale giorno ti serve davvero?

Prima scegli a chi parli. Poi scegli dove.

Per il 31 dicembre abbiamo inventato la serata selfie, pensata per i più giovani. E l'abbiamo fatta girare con un bot sui messaggi, perché i ragazzi lì ci stavano già. Una signora di settant'anni non l'avrebbe mai usato, loro sì. Ci portava circa 200 persone ogni anno, per cinque anni.

Prima fai provare, poi vendi.

Un pranzo della domenica a metà prezzo, a posti limitati. Con circa 300 € di sponsorizzate sono arrivate quattro o cinque famiglie che poi hanno festeggiato eventi da circa 4.000 € l'uno.

Il cliente deve conoscerti prima di entrare.

Nel 2009 alle coppie davo un DVD con la sala durante le feste. Anni dopo, all'appuntamento, le famiglie mi dicevano: "ti ho visto su TikTok". Lo strumento cambia, il principio no.

La pubblicità non crea un'identità. La amplifica.

Circa 2.000 € di sponsorizzate sui matrimoni, zero risultati: parlavamo alle famiglie, non alle coppie. Se non sai dire perché scegliere te, la pubblicità lo grida solo più forte.

Tutto questo non me lo sono inventato. L'ho studiato dai migliori, e poi l'ho provato in sala, sulla mia pelle.

Vuoi sapere com'era fatto il pranzo di prova? O come abbiamo riempito il 31 dicembre? Scrivimi nel gruppo Telegram, ne parliamo.

Entra nel gruppo Telegram Peppe

Gli attrezzi li ho provati io.

Non te li elenco per fare il professore. Te li elenco perché li ho usati davvero, in sala, con le mani mie. Qualcuno l'ho anche buttato.

Così, quando ne parliamo, sai che non ti racconto cose lette su internet. E tu non devi diventare un tecnico.

Email alle famiglieMailchimp, poi ActiveCampaignusato
Clienti divisi per tipoWhatsApp Businessessenziale
Con le etichette sai a chi scrivere e quando. Ce l'hai già sul telefono, e quasi nessuno lo usa così.
Menu e foto da mandareGoogle Driveusato
Una cartella pronta con i menu per chi chiedeva informazioni, e un volantino che ci rimandava. Gratis, e faceva la differenza.
Le recensioniGoogle Business Profileessenziale
Rispondevo a tutte, sempre. Chi legge le recensioni legge anche le tue risposte.
I video, con la mia facciaTikTok, Instagramlo uso ogni giorno
Le famiglie arrivavano all'appuntamento e mi dicevano: "ti ho visto su TikTok".
Volantini e graficheCanvalo uso ogni giorno
Il blog, scritto da meWordPressdal 2017
Messaggi automaticiManyChat, UChatusato
Testi e ideeChatGPT, Claudelo uso ogni giorno
Voce per i videoElevenLabsusato
L'avatar che parla al posto mioHeyGenusatobuttato
Sembrava finto. E i clienti se ne accorgono subito. Oggi ci metto la mia faccia.

Vent'anni di esperienza, messi in tre domande.

Prima di scrivere qualsiasi cosa per il tuo locale, ti fai tre domande. Cinque minuti, col caffè. È il Metodo delle Tre Domande™, il cuore di tutto quello che insegno.

  1. 1 Che giorno vuoi riempire? Si parte dalla sera vuota, non dal post da fare.
  2. 2 Cosa deve succedere? Un obiettivo che si conta in sala, non in like.
  3. 3 Cosa fa chi legge? Un'azione sola, chiara, da fare subito.
In arrivo

Metodo Ristoratore Digitale™

Il sistema per riempire i giorni morti del tuo ristorante, un post alla volta.

L'ebook con il metodo completo, i casi dal campo e i bonus pronti da usare: dal Calendario dei Giorni Morti™ al Segretario Digitale, l'app che scrive i testi del tuo locale.

quasi pronto…

Sto chiudendo gli ultimi dettagli. Chi è nel gruppo Telegram lo sa per primo.

Avvisami su Telegram Intanto calcola il tuo Costo del Vuoto, gratis

Fa per te? Te lo dico subito.

Sì, se hai…

Una pizzeria che il weekend lavora e in settimana aspetta.

Una trattoria con clienti affezionati, ma sempre gli stessi.

Un bar con cucina che a pranzo gira e la sera molto meno.

Un ristorante di famiglia dove il marketing lo fai tu, tra un servizio e l'altro.

No, se…

Cerchi la bacchetta magica.

Vuoi che qualcuno lo faccia al posto tuo.

Il tuo locale è pieno tutte le sere. Beato te.

Non hai nemmeno cinque minuti a settimana.

Se sei arrivato fin qui, il problema ce l'hai. E la voglia di risolverlo pure.

Lo so cosa stai pensando.

"Ma tu hai fatto ricevimenti, mica ristorazione. Che ne sai del mio locale?"

Giusto chiederlo. Un ristorante mio non l'ho mai avuto, e non te lo racconto. Però una sala ricevimenti è ristorazione: cucina, sala, coperti, food cost, personale da pagare anche quando le date sono vuote. E il problema era il tuo: riempire i giorni che non si riempiono da soli. Prima ancora ho fatto il cameriere in pizzeria e l'aiuto cuoco. Il tuo lavoro lo conosco dall'altra parte del bancone.

"Non ho tempo, sto in cucina o in sala tutto il giorno."

Appunto. Il metodo è pensato per stare dentro la tua giornata: tre domande, poi l'AI ti aiuta a scrivere. Si parla di minuti, non di pomeriggi.

"Non sono pratico di tecnologia."

Nemmeno la maggior parte dei ristoratori con cui parlo. Se sai mandare un messaggio su WhatsApp, sai usare quello che ti insegno.

"Ho già provato con un'agenzia e non è cambiato niente."

Ti credo. Un'agenzia non può sapere quale sera ti fa male: lo sai solo tu. Qui il lavoro lo tieni in mano tu, e parte dal tuo giorno vuoto.

"Va bene anche per una pizzeria di paese?"

È proprio per i locali indipendenti: pizzerie, trattorie, bar con cucina. Le catene hanno i loro uffici marketing. Tu hai il telefono, e basta quello.

Parti dal numero.

Prima di qualsiasi metodo, scopri quanto ti costa ogni anno tenere aperto nei giorni deboli. Inserisci affitto, utenze e personale, e il conto lo fai tu. Gratis.

Alla tua sala piena.
Peppe

P.S. Se preferisci parlarne prima con qualche collega, nel gruppo Telegram ci sono ristoratori come te. Si fanno domande, si condivide quello che funziona. Nessun obbligo e amici come prima.