Ristoratore, ristoratrice: anche tu hai una sera con la sala vuota?
Lo sai pure tu qual è. Quella sera che apri, accendi le luci, il personale è pronto… e la sala no.
E non ti costa zero. Paghi la stessa luce, gli stessi stipendi, la stessa cella frigo accesa del sabato.
Moltiplicala per tutte le settimane dell'anno: esce un numero che nessuno ti ha mai fatto vedere.
Poi ti faccio vedere come riempirla da solo, con il telefono che hai già in tasca. Senza agenzie, senza svendere il menu. Anche se non hai tempo e la tecnologia non è il tuo forte.
Per tutti Peppe. E no, non sono uno chef.
Per vent'anni ho fatto un lavoro preciso: riempire una sala ricevimenti. Ero il primo che le famiglie incontravano. Le seguivo dalla telefonata al menu, dalla lista degli invitati fino al giorno della festa.
E sai qual è la differenza con il tuo locale? Una cena andata male, al ristorante, la dimentichi. Una comunione andata male no. Lì non potevo sbagliare. Né la festa, né il modo in cui le famiglie arrivavano da noi.
Ma aspetta… come diavolo siamo finiti a parlare di me? Parliamo di te.
Il locale lo apri la mattina e lo chiudi a notte. Fai gli ordini, segui la cucina, stai in sala, rispondi al telefono. E quando finalmente ti siedi, qualcuno ti dice che devi pure fare i post.
Lo sai meglio di me: ci sono sere, come il sabato, che si riempiono da sole. Sono le altre che ti fanno male.
E qualcosa per riempirle l'hai già provato, vero?
Diciamoci la verità. L'agenzia, che ti ha fatto il pacchetto social e non ti ha mai chiesto quale sera volevi riempire. Il nipote bravo col telefono. Il post buttato lì la domenica sera, quando avevi cinque minuti. Lo sconto, che ha portato gente una volta e poi più.
Tutto utile, per carità. Ma ci vuole tempo per i post. Ci vogliono soldi per l'agenzia. Ci vuole pazienza per aspettare che qualcosa si muova. E intanto il martedì resta martedì.
"Aspetta, Giuseppe, quindi mi stai dicendo che non si risolve?"
Così com'è, no. Perché tutti partono dal post da fare. Nessuno parte dalla sera vuota.
Io parto da lì. Ed è quello che ti insegno a fare da solo.
Parti dal post da fare.
Pubblichi quando hai cinque minuti.
Paghi qualcuno che il tuo locale non l'ha mai visto.
Fai lo sconto e speri.
Conti i like.
Parti dalla sera da riempire.
Sai già cosa scrivere e quando, per tutta la settimana.
Lo fai tu, in pochi minuti, con l'AI che ti dà una mano.
Dai alla gente un motivo per venire proprio quella sera.
Conti i coperti.
Le ho imparate sul campo, con un media buyer, un videomaker e qualche collaboratore bravo. Alcune le ho pagate di tasca mia. Così tu non devi.
Una volta ho pagato sponsorizzate sulle comunioni, quando sapevo già che quelle date si sarebbero riempite da sole. Soldi buttati. Da allora la prima domanda è sempre: quale giorno ti serve davvero?
Per il 31 dicembre abbiamo inventato la serata selfie, pensata per i più giovani. E l'abbiamo fatta girare con un bot sui messaggi, perché i ragazzi lì ci stavano già. Una signora di settant'anni non l'avrebbe mai usato, loro sì. Ci portava circa 200 persone ogni anno, per cinque anni.
Un pranzo della domenica a metà prezzo, a posti limitati. Con circa 300 € di sponsorizzate sono arrivate quattro o cinque famiglie che poi hanno festeggiato eventi da circa 4.000 € l'uno.
Nel 2009 alle coppie davo un DVD con la sala durante le feste. Anni dopo, all'appuntamento, le famiglie mi dicevano: "ti ho visto su TikTok". Lo strumento cambia, il principio no.
Circa 2.000 € di sponsorizzate sui matrimoni, zero risultati: parlavamo alle famiglie, non alle coppie. Se non sai dire perché scegliere te, la pubblicità lo grida solo più forte.
Tutto questo non me lo sono inventato. L'ho studiato dai migliori, e poi l'ho provato in sala, sulla mia pelle.
Vuoi sapere com'era fatto il pranzo di prova? O come abbiamo riempito il 31 dicembre? Scrivimi nel gruppo Telegram, ne parliamo.
Entra nel gruppo Telegram PeppeNon te li elenco per fare il professore. Te li elenco perché li ho usati davvero, in sala, con le mani mie. Qualcuno l'ho anche buttato.
Così, quando ne parliamo, sai che non ti racconto cose lette su internet. E tu non devi diventare un tecnico.
Prima di scrivere qualsiasi cosa per il tuo locale, ti fai tre domande. Cinque minuti, col caffè. È il Metodo delle Tre Domande™, il cuore di tutto quello che insegno.
Il sistema per riempire i giorni morti del tuo ristorante, un post alla volta.
L'ebook con il metodo completo, i casi dal campo e i bonus pronti da usare: dal Calendario dei Giorni Morti™ al Segretario Digitale, l'app che scrive i testi del tuo locale.
Sto chiudendo gli ultimi dettagli. Chi è nel gruppo Telegram lo sa per primo.
Avvisami su Telegram Intanto calcola il tuo Costo del Vuoto, gratisUna pizzeria che il weekend lavora e in settimana aspetta.
Una trattoria con clienti affezionati, ma sempre gli stessi.
Un bar con cucina che a pranzo gira e la sera molto meno.
Un ristorante di famiglia dove il marketing lo fai tu, tra un servizio e l'altro.
Cerchi la bacchetta magica.
Vuoi che qualcuno lo faccia al posto tuo.
Il tuo locale è pieno tutte le sere. Beato te.
Non hai nemmeno cinque minuti a settimana.
Se sei arrivato fin qui, il problema ce l'hai. E la voglia di risolverlo pure.
Giusto chiederlo. Un ristorante mio non l'ho mai avuto, e non te lo racconto. Però una sala ricevimenti è ristorazione: cucina, sala, coperti, food cost, personale da pagare anche quando le date sono vuote. E il problema era il tuo: riempire i giorni che non si riempiono da soli. Prima ancora ho fatto il cameriere in pizzeria e l'aiuto cuoco. Il tuo lavoro lo conosco dall'altra parte del bancone.
Appunto. Il metodo è pensato per stare dentro la tua giornata: tre domande, poi l'AI ti aiuta a scrivere. Si parla di minuti, non di pomeriggi.
Nemmeno la maggior parte dei ristoratori con cui parlo. Se sai mandare un messaggio su WhatsApp, sai usare quello che ti insegno.
Ti credo. Un'agenzia non può sapere quale sera ti fa male: lo sai solo tu. Qui il lavoro lo tieni in mano tu, e parte dal tuo giorno vuoto.
È proprio per i locali indipendenti: pizzerie, trattorie, bar con cucina. Le catene hanno i loro uffici marketing. Tu hai il telefono, e basta quello.
Prima di qualsiasi metodo, scopri quanto ti costa ogni anno tenere aperto nei giorni deboli. Inserisci affitto, utenze e personale, e il conto lo fai tu. Gratis.
Alla tua sala piena.
Peppe
P.S. Se preferisci parlarne prima con qualche collega, nel gruppo Telegram ci sono ristoratori come te. Si fanno domande, si condivide quello che funziona. Nessun obbligo e amici come prima.